spazio float

Come ben sapete questo spazio non è solo fashion ma comprende molte cose che fanno parte del mio mondo. Oggi ci rilassiamo con un pò di “benessere” e con “spazio float

Sapete cos’è una vasca di galleggiamento? tankwomn

Oggi voglio proprio parlarvi di questa meravigliosa scoperta. Non sarò io a raccontarvela ma l’esperienza diretta di un galleggiatore, Nicola Polidori, mettetevi comodi non vi ruberà molto tempo, ne vale la pena.

“È una gelida mattina d’inverno, scivolo lesto tra le strette stradine di una pianura nebbiosa.  La neve mi fa da contorno e il freddo umido mi è entrato dentro, persino negli occhi che scrutano scheletri di alberi e bianche campagne inanimate.
Cosa ci faccio in questo posto? Il navigatore gracchia ad ogni incrocio e mi ricorda che ho una meta, un luogo da raggiungere.
Destinazione!!! La vocina mi conferma che è “qui” ciò che cerco.
Una manciata di case color terracotta, rosso di Siena, giallo zafferano. Sapientemente ristrutturate senza togliere o coprire quell’alone di storia che le rende affascinati.
Davanti al cancello, provo a scendere e guardarmi intorno ma il freddo mi prende alle spalle. Pungente!
Un crepitio inconfondibile mi distoglie: ruote che rotolano sulla ghiaia. Faccio appena in tempo a voltarmi e un caldo sorriso e capelli color del sole mi confermano il motivo della mia visita: il benessere.
Di lì a poco salgo le scale accompagnato da parole che si sforzano di fare chiarezza attorno ad un concetto apparentemente inquietante ma proprio per questo attraente, ammaliante: “Deprivazione sensoriale”.
Ho sempre creduto che il benessere si percepisca attraverso i sensi e ora la fanciulla dai capelli color del sole vuol far vacillare le mie certezze raccontandomi storie fantastiche, fuori da ogni mio sapere. Smetto di capire, le parole sono solo suoni e gli occhi si posano su una capsula d’altri mondi in un ambiente accogliente e rassicurante.
Memorizzo giusto le quattro indicazioni che mi separano dalla mia nuova esperienza, impaziente di capire dove finiscono le parole e inizia la realtà.
Solo…in silenzio…apro la porticina e lo stupore mi assale. Ho solo il costume e la capsula contiene appena un palmo d’acqua, 4 pareti blu scure e null’altro. Scivolo nell’acqua e chiudo. Il nero buio mi assale, potrei avere anche una luce d’atmosfera e perfino la musica, ma la vera esperienza è questa: al buio e in silenzio.
L’acqua è calda? Non saprei dire…è piacevole ma non percepisco calore. Mi sostiene. Scopro che senza alcuno sforzo resto a galla, quello che i subacquei come me definirebbe “assetto neutro”.
Non ho coscienza dell’ambiente, non vedo e non sento rumori, non ho informazioni che mi arrivano dal tatto o dalla pelle… ne caldo, ne freddo, ne contatto.
Ho perso completamente la percezione del “sopra”, “sotto” o “di lato”.
Si affollano i miei ultimi pensieri davanti ad un’ immaginaria via d’uscita, tutti in fuga da quel posto che ha poco da spiegare. Bisogna viverlo e basta.
Il corpo galleggia a mezz’acqua, le orecchie immerse in quel liquido ricco di sale, braccia e gambe leggermente divaricate. Informazioni che arrivano dalla parte razionale di me ma che non hanno riscontro in ciò che percepisco realmente. Cosa percepisco in realtà? Nulla.
Chiudo gli occhi e solo il ritmico pulsare del cuore mi fa compagnia, dopo poco non avverto neanche più quello. Non ha smesso di battere piuttosto ho smesso di sentire. Anche l’ultimo dei miei sensi è diventato inutile in questo “non luogo”.  Riapro gli occhi nel buio, riaccendo i sensi per quel poco che sento, realizzo che sono completamente fuori dalla realtà. Esco per tornare nel mondo della gravità, dove tutto è in equilibrio con un costante controllo da parte di chi non vuol cadere. Capisco finalmente il valore di questa esperienza. Staccarmi dai sensi vuol dire relax totale. Assoluto. Vuol dire abbandonare pensieri e pesi , psicologici e fisici. Ultima sorpresa: sono stato fuori dal mondo un’ora e un quarto. Faccio scivolare via il sale sotto la doccia, mi rivesto e aspetto la ragazza. Alla sua domanda se sono stato bene ho un attimo di esitazione. Ci vorrebbero troppe parole x rispondere. Le regalo un sorriso e di lì a poco vado via, promettendo a me stesso di tornare.”

 www.spaziofloat.it


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7 risposte a spazio float

  1. Meonia Wise scrive:

    c’est génial ça!!

    carnet de mon Paris:
    http://meonia-wise.blogspot.fr/

  2. Aurihelen Paiva scrive:

    La foto mi ha da subito trasmesso ansia, ma leggendo il racconto devo dire che mi sono ricreduta e rasserenata, voglio anch’io provare questo senso di pace…
    xoxo

    http://www.thesuitforme.com

  3. Bbonton scrive:

    Che cosa strana, non la conoscevo. Da provare!

    Buona serata!
    Barbara

    http://www.bbonton.it

  4. Patrizia Belsito scrive:

    si questa esperienza la devo assolutamente fare prima o poi!!!

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