Sustainable Creativity

#MadeInMioArmadio

Il mio guardaroba ha delle potenzialità infinite, sapete perché? E’ pieno di ispirazioni fashion. C’è una vita intera che viene conservata nei nostri armadi attraverso gli abiti che abbiamo comprato nel tempo. Se ci pensate, questi capi possono diventare protagonisti di veri e propri progetti di ricerca all’interno di un nuovo concetto di intendere la moda, quella sostenibile attraverso la nostra creatività e il nostro stile.

C’è chi vende i propri capi usati nei mercatini, chi li regala alla mamma, chi li dona in beneficenza, chi li butta via. Ma se te ne stai privando, quasi sicuramente, ne comprerai di nuovi.

Invece  in questa mia idea, che pian piano prende forma, c’è il concetto che lo scarto della mio armadio, può diventare un oggetto nuovo e rivivere una seconda volta sotto una diversa sembianza e riutilizzata in un nuovo processo fashion.

Un altro aspetto che vorrei evidenziare è che nel mio concetto di creatività sostenibile e in un periodo come quello che stiamo vivendo, tra crisi economiche e ambientali e voglia di recupero,  allora si possono creare dei veri capi di design, con utilizzo di materiali di scarto, rimanenze, scampoli. In questo modo il mio vecchio capo viene rivalutato e anche lo scarto torna a fare parte di una nuova visione di vivere lo stile.

Questo piccolo progetto personale devo dire mi arricchisce molto. E va bene che in tanti lo potrebbero duplicare certo. Ma devi avere tempo, voglia e passione per cercare di mettere insieme le idee e creare armonia per un nuovo concetto di stile che ci permette di re-indossare quel capo e riuscire a renderlo cool. Non sono una sarta, ne una fashion designer, ne è mia intenzione diventarlo.

Il concetto di sostenibilità nella moda a cominciare dai nostro armadi è sicuramente un primo passo verso la consapevolezza di quello che abbiamo e di come possiamo eventualmente trasformarlo e valorizzarlo, magari anche venderlo. Soprattutto è un passo verso la consapevolezza di come possiamo dare una mano all’ambiente sapendo di avere a disposizione un potenziale negozio nel nostro armadio.

Come dicevo sopra, io non so cucire però ho idee e ispirazioni. Ecco perché mi avvalgo di una collaboratrice fashion designer che mi aiuta nella trasformazione del capo. Nicoletta Castiglione colei che materializza le mie idee.

Ed ora eccovi il mio primo trench completamente trasformato. Un trench degli anni ’80 Made in Italy, un capo sartoriale da uomo taglia 46. Ho sostituito i bottoni e aggiunto dietro le spalle un foglio di tartan dalle tonalità rosse. All’interno ho applicato delle bretelle colorate; in questo modo il trench puoi toglierlo dalle spalle e lasciarlo cadere dietro come fosse uno zaino sostenuto dalle bretelle. Il capo è stato poi numerato, all’interno trovate il numero 5 in glitter. La seconda Parte del trench ve la mostrerò in un prossimo post. Il capo è certificato #MadeinMioArmadio! Bye!

***

My wardrobe’s potentialities are infinite, and do you know why? It’s full of fashion inspirations. There’s an entire life which is kept in our wardrobes, through the clothes we’ve bought over time. If you think about it, these items can become protagonists of real research projects, within a new way of perceveing fashion, the one that’s sustainable through our creativity and our style.

Some people sell their used clothes in thrift shops, some present mom with them, some donate them to charity, some throw them away. But if you deprive yourself of them, you’re very likely to buy more.

Instead, in this new idea of mine, that’s takin’ shape little by little, there’s the concept that the waste of my wardrobe can turn into a new thing, live a second life in a new guise and be used again in a new fashion process.

Another aspect I’d like to point out is the fact that in my concept of sustainable creativity, and in a period like the one we’re living in, among economic and environmental crises and the desire for recycling, new design items can be created, employing waste materials, reminders, offcuts. (In) this way, my old item is upgraded, and even the waste becomes a part of a new way in which I live style.

I must say that this little personal project enriches me a lot. Undoubtedly, many could duplicate it. But it takes time, desire, passion to try to put ideas together and create harmony for a new concept of style, allowing us to re-wear that item and make it cool. I’m not a tailor, and not a fashion-designer , but it’s my intention to become one.

The concept of sustainability in fashion, starting from our wardrobes, is surely a first step towards the awareness of what we’ve got, and of the way (in which) we can transform and enhance it, maybe even sell it. Most of all, it’s a step towards the awareness of the way we can give the environment a helping hand, knowing that we’ve got a potential shop available in our closet.

As I was sayin’ before, I’ve got ideas and inspirations, but I can’t sew: that’s why I employ a fashion-designer as an aide in reshaping the items: Nicoletta Castiglione, the one who materializes my ideas.

And now, here’s to you the first completely reshaped trench. A made-in-Italy 1980s trench, a man’s size-46 sartorial item. I’ve replaced the buttons and I’ve added, on the back, a red-background tartan sheet; on the inside, I’ve attached colorful suspenders: this way, one can take off the trench from the shoulders and let it fall back as if it was (were) a rucksack, held up by the suspenders. Afterward, the item has been numbered (you can see the glittered number-five inside). I’ll show you the next part of the trench in a subsequent post. The item is certified #Made-in-My-Wardrobe. Bye!

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