Carpi? No! Non solo pronto

Intervista a… Emanuela Giovanardi per Loladarling

lola (1)

 Audace provocante che guarda al futuro sulla scia del passato Emanuela Giovanardi Alias Lola. Nata e cresciuta sotto una macchina da cucire, la moda per lei è sempre stato uno spazio affascinante e pieno di senso. Un luogo del possibile, dove la fantasia poteva tradursi in immagini, colori e materiali. Poi con la laurea in scienze politiche ha acquisito strumenti efficaci per decodificare il senso di un volume, di un abbinamento, di una fantasia, di una tendenza,  la moda è divenuta il prisma con cui leggere tutto il mondo.

1. Carpi è considerata la piccola capitale europea del tessile abbigliamento, un distretto che vanta competenze professionali, know-how accumulato nel tempo e un forte tessuto sociale alle spalle. Si è specializzata nel Pronto Moda e nella maglieria. Ma cos’è il pronto moda?
Il pronto moda è un’invenzione geniale. Proprio a Carpi nasce per la prima volta, dietro probabilmente la spinta consumistica del boom economico degli anni 60, l’idea di applicare alla moda, la riproducibilità in larga scala dei beni. Così nascono produzioni mediamente industrializzate di abiti, vestiti, maglieria che fino a quel momento venivano realizzati o come autoproduzione all’interno delle famiglia, dalle mani delle mamme e nonne che passavano alle figlie le tecniche e la macchina da cucire a pedali – in una catena di discendenza femminile lunga di secoli – o dalle grandi sartorie che producevano per i singoli clienti ricchi. Il pronto moda si inserisce tra queste due dimensioni, proponendo un prodotto di qualità media, industrializzato per abbattere i costi, che “imita” l’immagine dell’abito di sartoria ma alla portata di tutti nei prezzi e nelle quantità. E’ in questo momento che si afferma la Moda come Tendenza (ciò che va di moda) e la necessità del consumatore di “ vestirsi come..” e quindi della omologazione piuttosto che dell’esclusività come segno di distinzione valido fino a quel momento. Occorre molta intraprendenza e spirito di iniziativa per sviluppare un’economia del genere. E noi a Carpi l’abbiamo o per lo meno l’abbiamo avuto. Non solo nella moda. Già nel Seicento se pensiamo all’invenzione della Scagliola Carpigiana, una tecnica artigiana che nasce proprio dalla necessità di imitare gli intarsi in marmo per abbellire chiese e palazzi, molto costosi, con un procedimento molto più economico lavorando impasti di gesso colorato. Il risultato è favoloso tanto da non riuscire quasi a distinguere il marmo dal gesso con un prodotto che possono permettersi molte più persone! Tanto che la Scagliola Carpigiana diventa uno stile vero e proprio apprezzato in tutto il mondo.

lola (3)2. Oltre al pronto Carpi ha saputo cogliere la sfida della crisi e dei mercati complessi tant’è che diverse imprese con i loro marchi sono diventati importanti offrendo migliori servizi tecnologie evolute e poi internazionalizzazione e qui parliamo di liu jo blumarine. Il tuo Brand come e dove si inserisce all’interno di queste due realtà?
Il mondo oggi è divenuto sempre più complesso e ormai le categorie pronto moda prete a porter diventano limitate. E’ indubbio che lavorare sul prodotto e sull’organizzazione aziendale per renderli sempre più rivolti ad un mercato internazionale ha trasformato il pronto moda carpigano in un altra cosa (o meglio in altre realtà diversificate). Diciamo che, e questa è una mia interpretazione, esiste una “cultura pronto moda” che si è andata evolvendo senza però cambiare lo spirito originario. Liu Jo e per altri versi Blumarine appartengono, secondo me, sempre alla stessa “forma mentale” del pronto moda degli anni 60, che per semplificare, consiste non nell’ ”inventare” uno stile proprio e specifico ma sostanzialmente nel “copiare” la creatività artistica dei “grandi couturier”, rendendola più semplice e, strizzando l’occhio al mercato, più commerciale. Un fenomeno che sta inesorabilmente colpendo anche i “grandi stilisti” dietro al ricatto delle “vendite”. Questo è un tema delicato e alquanto complesso che sicuramente merita un approfondimento a parte.
Il mio brand Lola Darling non l’ho mai pensato inserito all’interno di queste realtà proprio perché parte da presupposti molto differenti. Lola Darling è un progetto che ha la presunzione di creare un nuovo concetto di eleganza, a partire da un’altra grande risorsa del nostro territorio venutasi a creare parallelamente e conseguentemente al Pronto Moda. Che è quel bacino ricchissimo e preziosissimo di sapere fare, di competenze (know-how come dicono gli inglesi), soprattutto delle donne di questo territorio (artigiane, magliaie, sarte, ricamatrici, imprenditrici) conosciuto ed ancora utilizzato da tutti i grandi brand del mondo (anche i francesi!) che ancora dirigono qui le loro produzioni più sofisticate.

lola (2)3. Parlaci di Lola come nasce e come si evolve.
Lola Darling nasce inizialmente come un progetto di ricerca. L’idea è quella ad esplorare le radici dello stile nel passato avendo come punto di riferimento le tecniche artigianali, i tessuti, i mood espressi nelle varie epoche storiche, nei diversi paesi (prima della globalizzazione ogni paese aveva un suo stile stilistico) e anche nei diversi settori (l’abbigliamento era più diversificato – lavoro, cerimonia, militare, etc..). Infatti all’inizio Lola Darling è un negozio Vintage che propone questo tipo di ricerca. E quasi senza volerlo, ha già agli albori la forma di quelli che di lì a poco diverranno i famosi concept store. Siamo nel 1994.
Poco a poco questa ricerca ha la necessità di produrre un risultato che è l’elaborazione in chiave contemporanea di tutto quello c’era stato prima. Ed è lì che nasce la linea Lola Darling. Ed è da quella esperienza commerciale, il concept store fisico, il negozio Lola Darling, che nasce anche l’altra parte dell’esperienza Lola che è lo shop on line LOLABOX.it

lola (4)4. Qual è il mood Lola?
Innanzi tutto è l ‘espressione dello stile italiano per definizione. Non strige l’occhio a nessuna tendenza di nessun luogo. Il mood potrebbe sintetizzarsi nella parola “eleganza”. Eleganza italiana quindi, che tradotta significa uno stile denso dei sedimenti della storia e della natura di questo paese nei suoi aspetti più sofisticati e belli in una miscela attenta a mantenere l’equilibrio di tutti i generi che hanno attraversato la storia italiana e della moda in generale per produrre una sintesi originale, nuova, contemporanea. E’ difficile costringere questo stile ad una categoria predefinita. Forse si potrebbe coniare lo stile Lola. Potrei aggiungere una descrizione che ha fatto dello stile Lola la mia amica Daniela qualche giorno fa che ho trovato molto adatto:
“Lola seduce perché sempre fedele a se stessa.
Facile da dire molto meno a fare ….
Lola è un pensiero : essere presenti a se stessi sempre quindi Lola seduce e convince .
Lola è sicura ma ha un incedere delicato e femminile …mai goffo .
Lola è la femmina che è dentro di noi , ed è perennemente innamorata di qualcuno o di qualcosa .
Lola non possiede mai il suo oggetto del desiderio,
Non perché non voglia o non possa averlo, al contrario…
semplicemente perché possedere vuole dire “avere” e Lola non “ha” non possiede …
Lola é Lola “

Questo è il mood Lola.

5. Qual è il tipo di donna che veste Lola
Non credo siano più efficaci le categorie classiche di definizione come per esempio l’età o la classe sociale per definire le donne oggi. Siamo molto diverse l’una dall’altra a partire dai percorsi di vita e di sviluppo della propria personalità indipendentemente dall’età o dal titolo di studio o dalla professione o se ci siamo sposate o siamo single. Direi che l’immagine più efficace per descrivere il tipo di donna Lola l’ha descritto la mia amica Daniela nel pensiero che ho condiviso nella risposta precedente. E questo tipo di donna può avere 20 anni o 70, non importa…

lola (8)6. Se fosse un profumo che profumo sarebbe Lola?
Sarebbe un profumo strano. Forse non sarebbe neanche un profumo, ma un “odore” Un odore di cose belle e buone, un odore di vita bella.

7. Se fosse una città?
..sarebbe sicuramente una città italiana. Lola è profondamente italiana ed esprime tutta la storia, la cultura, la creatività e la malizia italiane. Forse una città della Sicilia, decadente, straripante di storia depositata dagli invasori provenienti da tutto il mondo, piena di bellezza e di fatica del fare le cose belle, frequentata da persone creative e artistiche anch’esse da tutto il mondo, un po’ come Ortigia a Siracusa.

8. Una designer che fa ricerca viaggia in tutto il mondo. La tua tenuta da viaggio ideale?
Dipende da come mi alzo quel giorno. Non ho mai avuto una tenuta da viaggio.

9. Cosa non manca mai nella tua borsa?
Il telefono…tutto il resto mi è utile (ho sempre la borsa piena di cose) ma non indispensabile.

10. La creatività italiana nel fashion è nota a livello mondiale come descriveresti le donne italiane?
Sono varie, forse oggi un po’ confuse…hanno tante cose da fare. Come il calzolaio che riesce a fare scarpe bellissime ma quando esce le sue scarpe hanno i buchi nella suola. Nonostante questo, seguendo stili anche molto diversi l’una dall’altra, penso che esprimano comunque uno specifico italiano, che uno straniero riconosce subito.

11. È in arrivo il freddo un capo fashion ma non trendy che tutte le donne dovrebbero avere?
Un cappotto…magari rosa.

lola (6)12. Cosa pensi dei fashion blog?
Sono territori interessanti perché nascono dall’esigenza di proporre stili specifici all’interno dell’immensa proposta che è diventata la moda di oggi. Come in tutti i settori ci sono realtà creative molto interessanti e altre più banali o utilizzate solo per promozione di se stessi o di qualche azienda perdendo così il loro spirito originario di elaborazione e rivoluzione rispetto ai dettami del “sistema”. Ogni “lavoro” ha bisogno di preparazione, studio, competenze e non si improvvisa. Quando ci sono queste premesse i fashiong blog diventano spazi “liberi” coi quali “la moda” necessariamente deve confrontarsi. E questo mi sembra una buona cosa.

lola polaroid

Questa voce è stata pubblicata in Inspiration e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

11 risposte a Carpi? No! Non solo pronto

  1. Bella intervista e che meraviglia quel cappotto rosa! kiss kiss Silvia
    Nuovo post “Tronchetti…..tips for shopping!” sul mio blog http://www.littlefairyfashion.com

  2. Bellissima intervista e anche i capi. Odore di vita bella dovrebbe essere il profumo di tutte noi)
    Maura
    http://www.stylistlowcost.com/

  3. Elisabetta scrive:

    Mi piace la filosofia di questo brand, che permette ad ogni tipo di donna di indossare i suoi capi ed interpretarli in modo personale! Bella intervista! Baci Elisabetta

  4. Angela Donava scrive:

    Amazing look!
    Have a nice week!
    Angela Donava
    http://www.lookbooks.fr/

  5. Mara scrive:

    Belle tutte e due… interpretazioni di gusto .. ognuno il suo stile ognuno la sua linea da seguire… un mix di colori che emanano sensazioni frizzanti!

  6. Maria B. scrive:

    Io che ho avuto esperienze di lavoro in sartorie sò cosa vuol dire creare,a parte mandare avanti l’azienda diventa una soddisfazione personale,sapere di aver fatto bene il proprio lavoro,e poi,entrare in un negozio trovare un capo cucito da me e vedere persone che comprano e apprezzano e il massimo della soddisfazione.Bell’intervista.

  7. Lourdes scrive:

    Ho letto con piacere l’intervista,mi piacciono molto i capi,sapendo che sono made in Italy mi piacciono ancora di più.

  8. Franci scrive:

    Bravissima Ange, sempre interessanti e ben fatte le tue interviste e W il made in Italy!!
    Un bacione! F.

    La Civetta Stilosa

  9. Marianna scrive:

    Molto bella l’intervista. Il cappotto è meraviglioso! XD
    Marianna
    http://www.heelsallure.com

  10. carmen scrive:

    bellissima intervista e che belli vostri look!
    Mrs NoOne

  11. GI. scrive:

    davvero una bella intervista!
    baci Gina

    new post
    http://f-lover-fashion-blog.blogspot.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.