Il trascorrere del tempo

Abbiamo inventato l’orologio e ne siamo diventati schiavi!
Si è proprio così! Vorrei poter tornare alla clessidra e scordarmi di girarla! Magari aumento l’effetto lifting!
Il tempo non si misura, il tempo non esiste. Esiste l’orologio, quindi diamogli un senso appassionato e impetuoso.
Cambiamo la nostra percezione del tempo. Iniziamo a brillare per competenza, per coraggio, per concretezza e soprattutto per la voglia di inventarci qualcosa.
Che facciamo sul serio.
Che pensiamo positivo.
Che siamo determinati.
Che ci fidiamo di chi condivide con noi la nostra strada.
Ora vi voglio racconto  una mia personale sensazione, che sentivo quando vivevo in America. Quando ero a San Francisco, vivevo in funzione di qualcosa che non fosse l’orologio. Io mi scordavo il tempo, mi scordavo l’ora della pausa pranzo.


Lo scandire delle situazioni non esisteva.
Tutto era molto più allungato, rilassato. Eppure ho lavorato tanto e il tempo sembrava non finire mai. A causa del fuso, per i primo 10 giorni, dormivo malissimo e di giorno più volte volevo scritturarmi per il remake di thriller di Michael Jackson. Poi la ripresa!

Mi sentivo nello spazio di Interstellar, dove tutto non esiste, ma puoi fare tutto ciò che vuoi senza limiti. Non avevo le scadenze, non dovevo mangiare alle 13, né fare colazione alle 9, né scappare in palestra alle 8.30. Avevo tutto il tempo per fare tutto e in effetti ho fatto e dato molto di più di quelle che erano le mie aspettative.

Ho selezionato alcune foto del periodo che ho trascorso a San Francisco e in ognuno di queste ho intravisto ciò che contava davvero.

We have invented the clock, and we’ve become a slave to it! Yes, that’s the way it is! I’d like to be able to go back to the hourglass, and forget to turn it upside-down! Maybe I will increase the lifting effect!

You can’t measure time, time doesn’t exist. The clock exists, so let’s give it a passionate and  (wild) sense.

Let’s change our perception of time. Let’s start to dazzle in our competence, courage, concreteness, and above all in the desire for inventing something.

Let’s get real!

Let’s think positive!

Let’s be determined!

Let’s trust those who share our path!

Now I’m going to tell you about a personal feeling of mine, one I felt when I lived in America. When I was in San Francisco, I lived on the basis of something that wasn’t the clock. I forgot about the time of the lunch break.

Scanning the situations did not exist.

Everything was much lengthened, more relaxed. And yet I worked a lot, and it seemed that time never ended. Because of the different time zone, I slept very badly the first ten days, and many times in the day I wanted to enroll for a remake of “Thriller” by Michael Jackson. Then the recovery!

It felt like I was living in the space of Interstellar, where nothing exists, but you can do everything you want without limitations. I had no deadlines, I didn’t have to have breakfast at 9, have lunch at 1 pm, run to the gym at 8.30. I had time enough to do everything, and actually, I’ve done and given much more than I expected to.

I’ve selected some pics of the period  I spent in San Francisco, and in all of them, I’ve glimpsed what really mattered.

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