Johann Wolfgang von Goethe
L’altro giorno invece immersa nel grigiore di una domenica pomeriggio ho aperto un vecchio baule di capi retrò e guardate cosa ho scoperto? Continua a leggere
L’altro giorno invece immersa nel grigiore di una domenica pomeriggio ho aperto un vecchio baule di capi retrò e guardate cosa ho scoperto? Continua a leggere
Sapete perché le T Shirt si chiamano così? Perché hanno la tipica forma a T.
Ultimamente la cara vecchia maglietta, che 10 anni fa veniva usata solo come indumento sportivo e che bianca e anonima non mi diceva nulla, ha subito una trasformazione epocale. Periodicamente spuntano stilisti e creativi che ci stampano sopra di tutto rendendo la storica maglietta bianca sempre diversa, eclettica, ma sempre uguale nel messaggio “essere uno strumento di comunicazione diretto ed efficace”.
Sulle T shirt si scrive, si disegna, si comunica al mondo un messaggio, che sia sciocco, ironico, modaiolo, celebre, l’importante è che ci si scriva o ci si disegni!
Ve la ricordate quella di Marlon Brando o di James Dean? Continua a leggere
Mi presento, che strana situazione mai parlato di me in questi termini, mi chiamo Claudia e vivo a Palermo, città complicata come me, vivo d’immaginazione e poesia, adoro la musica in ogni sua forma. amo colorare e immaginare un mondo fatto di realtà distorte e alle volte deviate, cerco di far uscire dai volti che incontro i lati più nascosti , si potrebbe dire che cerco di far uscire l’anima, accentuando in un volto un carattere già ben presente ma non sempre così facilmente riconoscibile, interpretando i desideri di chi si vuole sottoporre a questo re-styling fantastico”!
Giumi Lost
Catalogo Tshirt Giumi_lost
(Bulgakov)
Avevo quattro anni. Andavo all’asilo. C’erano tutti quel pomeriggio.
Tutti i bambini.
Tutte le maestre.
Tutte le mamme.
E c’era lui… il prestigiatore.
Faceva cose terribili con monete e fazzoletti.
Ero impietrito.
Sollevò la grande lama d’acciaio in cielo ed io iniziai a sudare.
Con un gesto secco la fece sparire dentro la grande cassa colorata. Nella cassa c’era la bella Sonia.
Scappai terrorizzato.
Mi nascosi nel dormitorio e, al buio, iniziai a contare: uno, due, tre, quattro…
Ero bravo a contare.
A “ottantasei” entrò la bella Sonia. Era tutta intera.
Due minuti dopo era anche tutta nuda.
Pensava di essere sola mentre si cambiava d’abito.
Sono passati trent’anni ed ancora oggi se vedo un mago mi sento a disagio e, se ho di fronte una donna nuda, ho la solita terribile sensazione che all’improvviso debba spuntare un coniglio da qualche parte!
Colonna sonora: Il capo dei giocattoli (Maurizio Lauzi)
(Bulgakov)
Mezza parola.
La migliore parola è quella che non si dice.
Chi poco parla, poco sbaglia.
Sono modi di dire della mia città.
È una città che parla poco.
Con le parole, intendo.
Con gli sguardi è tutta un’altra cosa.
E a volte basta incrociarne uno per rimanere senza parole.
Ah dimenticavo…
… mutu a ccu sapi u joco!*
* zitto, chi conosce il gioco!
da briciole
Colonna sonora: It’s oh so quiet (Björk)
Bulgakov dice che in Sicilia il clima invernale, meno rigido rispetto ai paesi nordici, rende il cappotto un capo poco usato. Allora non potrei vivere in Sicilia. Non potrei indossare i miei cappotti! Continua a leggere
di Cecile
Devo confessarlo! Sono arrivata in ritardo perché ero molto imbarazzata. Invadere così un negozio in un giorno lavorativo mi sembrava un’invasione di campo. Invece la Cinzia, una delle donne più sensuali di Modena, e sua madre, dal nome stupendo Gloria, sono state meravigliose. Sorriso sulle labbra, gentilezza innata, massima disponibilità.
Ne ho approfittato anche io per provarmi qualche piumino che come al solito è rimasto sul banco. Vorrei combattere il freddo con questo caldo e comodo capo, ma proprio non mi ci vedo, troppo grassa! Continua a leggere
“Ho una malattiadi Valentina Cavazzuti
Premesso che la vita mi ha omaggiata di una figlia dotata di chioma perfetta in colore, consistenza e qualita’, ma anche di assoluta mancanza di possibilita’ di piega e acconciatura, onde per cui fin dalla piu’ tenera, Emma ha sviluppato una passione sfegatata per i cerchietti (le avro’ detto “ti vanno i capelli nel piatto” troppe volte?!) ed arrivata alla soglia dei cinque anni la sua collezione farebbe invidia perfino alle curatrici del museo delle calzature di Imelda Marcos a Marikina (messaggio subliminale per groupon: offrite un pacchetto di viaggio: io lo compro subito!). Continua a leggere
L’Abilità nello scegliere gli accessori credo sia una grande e spiccata dote che non tutte le donne possiedono.
Il mondo degli accessori è infinito: scarpe, occhiali, foulard, bracciali, collane, spille, orecchini, cappelli, sciarpe, guanti, anelli, manicotti, scaldamuscoli, borse, calze, cinture.
Ma di quante cose ha bisogno una donna per sopravvivere? Continua a leggere
Nell’epoca dove tutto è in movimento non poteva mancare “l’armadio mobile” o in altri termini da me chiamato “CLOSET MOBILE”
In casa mia non ho mai abbastanza spazio per i miei vestiti! La camera armadi è sempre troppo piccola poi da dividere in due con tuo marito non ne parliamo! Continua a leggere